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Val Nambrone

Tra Carisolo e S. Antonio di Mavignola, in coincidenza di un ampio tornante della strada statale 239, si imbocca la strada per la Val Nambrone che, dopo un tratto sul fondovalle, risale il versante destro fino a Cornisello.

Ricca di acque e di boschi, la Val Nambrone si sviluppa per circa 9 chilometri nel settore sud-orientale del Gruppo della Presanella, tra il massiccio della Presanella e la cresta Monte Nambrone – Monte Serodoli, che la separa dalla Valle di Campiglio. Di origine glaciale, ma priva dei caratteristici “gradini”, la Val Nambrone è percorsa dal Sarca di Nambrone che ha origine dall’omonimo lago situato, solitario, alla testata della valle sotto la Cima Baselga; per un tratto queste acque scorrono occultate sotto una fascia di morene per poi emergere più a valle.

Il Passo di Nambrone mette la valle in comunicazione con la Conca di Nambino (segnavia n. 217). Una evidente asimmetria caratterizza i due versanti orografici della valle: quello di sinistra è ripido e poco esteso, mentre quello di destra si addentra fino al cuore del Gruppo della Presanella con le due valli di Amola e Cornisello.

Aspro e selvaggio nella parte superiore e nelle convalli, nel tratto inferiore della Val Nambrone l’ambiente si caratterizza per la vegetazione rigogliosa e la ricchezza di acque, la presenza di insediamenti (come quello rurale di Pimont all’imbocco della valle) e numerose malghe.

È percorrendo i numerosi sentieri che si ha modo di apprezzare la selvaggia bellezza della valle già nel suo tratto inferiore: la zona di acquitrini e laghetti alla confluenza tra il Sarca d’Amola (da non perdere un’escursione lungo il sentiero “Amolacqua” allestito dal Parco Naturale Adamello Brenta) e quello di Nambrone e, più sopra, i dintorni della Mandra dell’Ors dove è possibile cogliere scorci suggestivi sulla spettacolare cascata di Cornisello.

Principale valle laterale, la Val d’Amola è una valle pensile che si spinge per 6 chilometri in direzione ovest fino al cuore del massiccio della Presanella e alle sue cime più alte. Oltre ad accogliere nella parte superiore numerosi ghiacciai (Camosci, Nero, Quattro Cantoni e il grande ghiacciaio d’Amola alla testata della valle omonima) è ricca di morfologie di origine glaciale come morene, pozze lacustri, massi erratici, formazioni di rocce montonate. Su un dosso di questo tipo, tra la Mandra dell’Om e la Vallina d’Amola, sorge il rifugio Giovanni Segantini (2373 m.); costruito nel 1900, fu il terzo rifugio costruito dalla SAT.

Costituisce il migliore punto di appoggio per la salita alla cima della Presanella dal versante della Val Rendena. Lo si raggiunge (segnavia n. 211) in circa 1 ora dai ruderi della Malga Vallina d’Amola (2020 m), dove si può arrivare con l’automobile seguendo la strada per i laghi di Cornisello. Un secondo sentiero per il rifugio Segantini parte dal rifugio Cornisello (segnavia n. 216), attraverso la Bocca dell’Om, passando dal lago Nero.

Con andamento quasi parallelo alla Val d’Amola si sviluppa anche la seconda valle pensile laterale della Val Nambrone, la Val Cornisello. Alla sua testata i due ghiacciai di Cornisello che originano il Sarca di Cornisello, il quale si getta nella Val Nambrone formando la spettacolare cascata di Cornisello, ben visibile da vari punti del sentiero n. 238 che dal fondovalle risale verso la parte alta. Molti piccoli laghi in altrettante conche glaciali costellano l’alta valle (Vedretta, Bon, Scarpacò) racchiusa dalle cime Ginèr, Scarpacò, Bon, Amola e Cornisello.

In un’ampia conca glaciale quasi priva di vegetazione si trovano i due laghi di Cornisello, Inferiore e Superiore. Questa parte della Val Nambrone, oggi oggetto di un importante progetto di ripristino, porta ancora cicatrici evidenti dei lavori idroelettrici del passato. Sullo sperone roccioso sovrastante i laghi si trova il rifugio Cornisello a 2120 metri.


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